Le regole sul congedo parentale cambiano quasi ogni anno. E il 2025-2026 non fa eccezione: 3 mesi indennizzati all'80% della retribuzione (novità 2025, Circolare INPS n. 95/2025) e estensione fino ai 14 anni del figlio (novità 2026, L. 199/2025).
Il problema? Tra strati di indennità diversi, condizioni di data legate alla fine del congedo obbligatorio, differenze tra madre e padre, e la distinzione — spesso confusa — tra fruibilità e indennizzabilità, capire esattamente cosa vi spetta è tutt'altro che semplice.
In questa guida troverete tutto ciò che serve: la ripartizione completa dei mesi tra madre e padre con i rispettivi taux di indennità, le novità 2025 e 2026, un simulatore interattivo per calcolare subito i vostri mesi e la vostra indennità, la procedura INPS per fare domanda, e una sezione dedicata ai datori di lavoro e HR manager.
Cos'è il congedo parentale e chi ne ha diritto
Il congedo parentale è il diritto dei genitori lavoratori di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei propri figli, percependo un'indennità economica a carico dell'INPS.
Non va confuso con il congedo di maternità (5 mesi obbligatori per la madre) o il congedo di paternità obbligatorio (10 giorni per il padre): il congedo parentale è facoltativo e si aggiunge a quelli obbligatori.
Chi ne ha diritto
Hanno diritto al congedo parentale:
- Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico (tempo indeterminato e determinato)
- Genitori adottivi e affidatari: stesse regole, decorrenza dall'ingresso del minore in famiglia
- Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS, con limiti diversi (6 mesi per genitore, 9 mesi per la coppia, entro i 12 anni)
- Lavoratori autonomi : solo 3 mesi per genitore, entro il primo anno di vita
Quanti mesi di congedo parentale spettano nel 2026
Questa è la sezione più importante, e anche la più complessa. La ripartizione dei mesi segue regole precise che dipendono dal numero di genitori, dal fatto che il padre ne prenda almeno 3 mesi, e dalla data di fine del congedo obbligatorio.
La ripartizione tra madre e padre
- Madre : massimo 6 mesi individuali
- Padre : massimo 6 mesi individuali, elevabili a 7 se ne fruisce di almeno 3 (anche non consecutivi)
- Coppia di genitori : massimo 10 mesi totali, elevabili a 11 se il padre prende almeno 3 mesi
- Genitore solo : 11 mesi totali
I 3 "strati" di indennità: 80%, 30% e 0%
Il congedo parentale non è pagato allo stesso modo per tutti i mesi. Esistono tre livelli di indennità, ciascuno con condizioni specifiche.
💡 Esempio pratico: Sara (madre) termina il congedo di maternità il 10 febbraio 2025. Marco (padre) ha terminato il congedo di paternità il 15 febbraio 2025. La loro bambina ha 8 mesi.
Sara e Marco hanno diritto a 3 mesi all'80% (congedo obbligatorio terminato dopo il 31/12/2024). Decidono così: Sara prende 2 mesi all'80% + 1 mese al 30%. Marco prende 1 mese all'80% + 2 mesi al 30%. Totale: 6 mesi di congedo parentale, di cui 3 all'80% e 3 al 30%.
Le novità 2026: estensione a 14 anni
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 217-220) ha introdotto due modifiche importanti, in vigore dal 1° gennaio 2026:
- Congedo parentale fruibile fino ai 14 anni del figlio (prima erano 12 anni)
- Congedo per malattia del figlio esteso fino ai 14 anni con 10 giorni/anno per genitore (prima: 5 giorni fino a 8 anni)
Congedo parentale padre: diritti e novità
Il ruolo del padre nel congedo parentale è sempre più centrale. Ecco una panoramica chiara dei diritti specifici.
Congedo di paternità obbligatorio (≠ congedo parentale)
Il congedo di paternità obbligatorio è un istituto diverso dal congedo parentale. Si tratta di 10 giorni lavorativi (anche non consecutivi), retribuiti al 100%, da fruire entro i primi 5 mesi dalla nascita del bambino. È un obbligo del padre lavoratore, non una facoltà.
Congedo parentale del padre
In aggiunta ai 10 giorni obbligatori, il padre ha diritto al congedo parentale facoltativo:
- Massimo 6 mesi individuali (elevabili a 7 se ne prende almeno 3)
- Gli stessi taux di indennità della madre: 80% per i primi 3 mesi (in alternativa), 30% per i successivi
- Fruibile fino ai 14 anni del figlio (novità 2026)
- Può essere preso contemporaneamente al congedo della madre
Come si calcola l'indennità: importi ed esempio pratico
L'indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del mese precedente l'inizio del congedo.
La formula
- Mesi all'80% : retribuzione media giornaliera × 80% × giorni di congedo
- Mesi al 30% : retribuzione media giornaliera × 30% × giorni di congedo
- L'indennità è a carico INPS, anticipata dal datore di lavoro in busta paga e poi conguagliata
💡 Esempio pratico: Giulia, impiegata con retribuzione lorda mensile di 2.200€.
Caso speciale: il comparto scuola
Per il personale della scuola, il CCNL prevede una condizione più favorevole: il primo mese di congedo parentale è indennizzato al 100% della retribuzione (non all'80%). I 2 mesi successivi seguono le regole ordinarie (80%). Le ricerche "congedo parentale scuola" (200 vol.) confermano l'importanza di questa precisazione.
Contribuzione figurativa
I mesi di congedo parentale indennizzati (all'80% o al 30%) danno diritto a contribuzione figurativa INPS: i contributi vengono accreditati virtualmente e contano per il calcolo della pensione.
I mesi non indennizzati (10°-11°) non generano contribuzione automatica. È possibile procedere al riscatto volontario per coprire questi periodi ai fini pensionistici.
🧮 Simulatore: quanti mesi di congedo parentale vi spettano?
La ripartizione dei mesi tra madre e padre, con i diversi taux di indennità e le condizioni di data, può creare confusione. Il nostro simulatore interattivo vi aiuta a capire subito quanti mesi vi spettano e a quale indennità.
Inserite i vostri dati e ottenete immediatamente il risultato personalizzato.
Come richiedere il congedo parentale all'INPS
La domanda di congedo parentale si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS. Ecco la procedura step-by-step.
I 5 passaggi della procedura
1. Accedete al portale INPS : Collegatevi a inps.it con SPID (almeno livello 2), CIE 3.0 o CNS.
2. Seguite il percorso "Lavoro" → "Congedi, permessi e certificati" → selezionate "Domanda di congedo parentale per lavoratori dipendenti".
3. Compilate il modulo: Inserite i dati del bambino (data di nascita o ingresso in famiglia), il periodo richiesto (date inizio e fine), e la modalità (giornate intere o ad ore).
4. Inviate la domanda: Verificate i dati e confermate l'invio. Riceverete una ricevuta con il numero di protocollo.
5. Comunicate : Informate il vostro datore di lavoro con un preavviso di almeno 5 giorni (15 giorni per il congedo ad ore).
Alternative alla procedura online
Se non avete SPID o CIE, potete presentare la domanda tramite:
- Contact Center INPS : 803.164 (gratuito da fisso) o 06 164.164 (da mobile)
- Patronati e CAF : assistenza nella compilazione e invio
Il congedo parentale ad ore
Dal 2015 (D.Lgs. 80/2015), è possibile frazionare il congedo in mezze giornate, pari al 50% dell'orario medio giornaliero. Questa opzione permette di non perdere un'intera giornata di retribuzione e si presta a una ripresa graduale dell'attività lavorativa.
La richiesta va presentata separatamente per ciascun periodo e comunicata al datore con almeno 2 giorni di preavviso.
Lato azienda: come gestire il congedo parentale di un collaboratore
Se gestite un team, il congedo parentale di un collaboratore richiede una pianificazione attenta per garantire la continuità operativa senza penalizzare il lavoratore nei suoi diritti.
Obblighi del datore di lavoro
- Non potete rifiutare la richiesta di congedo parentale: è un diritto del lavoratore
- Dovete anticipare l'indennità in busta paga e conguagliarla con l'INPS
- Dovete rispettare il divieto di licenziamento durante il congedo
- Se il congedo si prolunga per mesi, pianificate una sostituzione temporanea (contratto a termine per sostituzione maternità/paternità)
Pianificare la continuità operativa
Quando un collaboratore comunica l'intenzione di prendere il congedo parentale:
- Organizzate il passaggio di consegne con almeno 2 settimane di anticipo
- Redistribuite i turni per coprire l'assenza senza sovraccaricare il resto del team
- Comunicate le modifiche al team in modo trasparente e tempestivo
- Preparate il rientro : prevedete una fase di reinserimento graduale, soprattutto dopo un'assenza prolungata
Per un approfondimento specifico su cosa succede in caso di dimissioni durante il congedo (procedura, esonero dal preavviso, diritto alla NASpI), consultate la nostra guida alle dimissioni durante il congedo parentale.
FAQ — Le domande più frequenti sul congedo parentale
Quanti mesi di congedo parentale spettano nel 2026?
Spettano fino a 10 mesi per la coppia, elevabili a 11 se il padre ne prende almeno 3. I primi 3 mesi sono indennizzati all'80% della retribuzione (se il congedo obbligatorio si è concluso dopo il 31/12/2024 e il bambino ha meno di 6 anni). I successivi 6 mesi sono al 30%.
Fino a che età del figlio si può chiedere il congedo parentale?
Dal 2026, fino al compimento dei 14 anni di vita del figlio (prima erano 12). Per adozione e affidamento, entro 14 anni dall'ingresso in famiglia. L'indennità all'80% è però limitata ai primi 6 anni.
Quanto viene pagato il congedo parentale?
I primi 3 mesi all'80% della retribuzione media giornaliera. I successivi 6 mesi al 30%. Gli ultimi 1-2 mesi non sono indennizzati, salvo condizioni di reddito specifiche (reddito < 2,5 volte il trattamento minimo pensione).
Come si richiede il congedo parentale all'INPS?
Online sul portale inps.it con SPID, CIE o CNS, al percorso "Lavoro > Congedi, permessi e certificati". La domanda va presentata prima dell'inizio del congedo. In alternativa, tramite Contact Center (803.164) o patronato.
Il congedo parentale spetta anche al padre?
Sì, il padre ha diritto a 6 mesi di congedo parentale (elevabili a 7 se ne prende almeno 3). Il congedo parentale del padre è diverso dal congedo di paternità obbligatorio (10 giorni retribuiti al 100%) e si aggiunge ad esso.
Si può fare il congedo parentale ad ore?
Sì, è possibile frazionare il congedo in mezze giornate (50% dell'orario medio). La richiesta va presentata all'INPS separatamente per ciascun periodo e comunicata al datore con almeno 2 giorni di preavviso.
I mesi di congedo parentale contano per la pensione?
Sì, i mesi indennizzati (all'80% o al 30%) danno diritto a contribuzione figurativa INPS che conta per il calcolo della pensione. I mesi non indennizzati non danno contribuzione automatica, ma è possibile procedere al riscatto volontario.




