State per cambiare lavoro e non sapete quanti giorni di preavviso dovete rispettare? Non siete i soli. Il calcolo del preavviso di dimissioni è una delle ricerche più frequenti tra i lavoratori italiani — e anche una delle più soggette a errori.
Un errore nella data di decorrenza può costarvi fino a 30 giorni di lavoro in più rispetto a quanto previsto. Oppure, al contrario, una trattenuta economica sulla vostra ultima busta paga.
In questa guida troverete tutto ciò che serve: la definizione legale, le tabelle complete dei giorni di preavviso per i CCNL più diffusi (Commercio, Metalmeccanici, Turismo), un calcolatore interattivo per ottenere subito la vostra data di uscita, e le conseguenze concrete del mancato preavviso.
Cos'è il preavviso di dimissioni e perché è obbligatorio
Il preavviso di dimissioni è il periodo di tempo che intercorre tra la comunicazione delle dimissioni al datore di lavoro e l'ultimo giorno effettivo di lavoro. È disciplinato dall'art. 2118 del Codice Civile, che impone a entrambe le parti — lavoratore e datore — di rispettare un termine prima di risolvere il rapporto.
A cosa serve? Ha una doppia funzione:
- Per il datore di lavoro: avere il tempo necessario per organizzare la sostituzione, il passaggio di consegne e la redistribuzione dei carichi di lavoro.
- Per il lavoratore: evitare una penalizzazione economica (la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso, che viene trattenuta dall'ultima busta paga).
Preavviso di dimissioni e preavviso di licenziamento: non sono la stessa cosa
Un punto che genera molta confusione: i giorni di preavviso per le dimissioni sono spesso diversi da quelli per il licenziamento. In molti CCNL (ad esempio il Commercio e Terziario), il preavviso che il lavoratore deve rispettare in caso di dimissioni è più breve rispetto a quello che il datore di lavoro deve concedere in caso di licenziamento.
Molte tabelle che trovate online mescolano i due valori. Nella sezione che segue, le tabelle indicano esclusivamente i giorni per le dimissioni.
Lato azienda: come gestire il preavviso di un dipendente
Se gestite un team e un vostro collaboratore vi comunica le dimissioni, il periodo di preavviso è il momento per:
- Organizzare il passaggio di consegne: documentare le attività in corso, i contatti chiave, le procedure operative.
- Pianificare la sostituzione: avviare immediatamente la ricerca o la redistribuzione dei turni.
- Aggiornare la pianificazione dei turni: con uno strumento come Skello, potete redistribuire i turni in pochi click e comunicare le modifiche al team in tempo reale.
Quanti giorni di preavviso per le dimissioni: tabella per CCNL
La durata del preavviso dipende da tre fattori: il CCNL applicato, il livello di inquadramento e l'anzianità di servizio. Di seguito trovate le tabelle per i tre contratti collettivi più diffusi in Italia.
CCNL Commercio e Terziario
CCNL Metalmeccanici (Industria)
Nel contratto Metalmeccanici, il preavviso parte dal giorno successivo alla comunicazione delle dimissioni. Non ci sono date fisse come nel Commercio. I giorni sono di calendario (compresi festivi e weekend).
CCNL Turismo e Pubblici Esercizi
Questo è il contratto di riferimento per chi lavora nel settore HoReCa (hotel, ristoranti, bar, caffetterie). La decorrenza segue generalmente la regola del giorno successivo.
Preavviso part-time e apprendistato
Per i contratti part-time, i giorni di preavviso sono gli stessi del contratto full-time: dipendono dal livello e dall'anzianità, non dall'orario.
Per l'apprendistato, si applicano generalmente i termini di preavviso del livello di inquadramento previsto dal CCNL. Al termine del periodo formativo, se nessuna delle parti comunica la volontà di recedere, il rapporto prosegue come contratto a tempo indeterminato.
Come si calcola il preavviso di dimissioni: guida passo a passo
Il calcolo del preavviso sembra semplice, ma nasconde insidie che possono costarvi caro. Ecco il metodo corretto in 5 step.
Step 1 — Identificate il vostro CCNL e livello. Lo trovate nella vostra busta paga, alla voce "qualifica" o "livello di inquadramento". Se non lo trovate, chiedete all'ufficio risorse umane.
Step 2 — Calcolate la vostra anzianità di servizio. La data di assunzione è indicata nella busta paga o nel contratto. L'anzianità si calcola dalla data di assunzione alla data delle dimissioni.
Step 3 — Trovate i giorni di preavviso nella tabella del vostro CCNL. Usate le tabelle in questa guida oppure il calcolatore interattivo nella sezione successiva.
Step 4 — Determinate la data di decorrenza. ⚠️ Questo è il passaggio più critico. La decorrenza dipende dal CCNL:
- CCNL Metalmeccanici: il preavviso parte dal giorno successivo alla comunicazione.
- CCNL Commercio e Terziario: il preavviso parte dal 1° o dal 16° del mese. Se comunicate le dimissioni tra il 1° e il 15, il preavviso parte dal 16. Se comunicate tra il 16 e la fine del mese, parte dal 1° del mese successivo.
- CCNL Turismo: generalmente dal giorno successivo (verificate sempre il vostro CCNL specifico).
Step 5 — Calcolate l'ultimo giorno di lavoro. Sommate i giorni di preavviso alla data di decorrenza. Contate i giorni di calendario, compresi festivi e weekend.
Calcolatore preavviso dimissioni
Non volete fare i calcoli a mano? Usate il nostro calcolatore interattivo: selezionate il vostro CCNL, il livello e la data delle dimissioni per ottenere immediatamente il vostro ultimo giorno di lavoro.
Il calcolatore tiene conto automaticamente delle regole di decorrenza specifiche per ogni CCNL (comprese le date fisse del 1° e 16° per il Commercio).
Dimissioni senza preavviso: quando è possibile e cosa succede
Dimissioni per giusta causa: il preavviso non è dovuto
L'art. 2119 del Codice Civile prevede che il lavoratore possa dimettersi con effetto immediato, senza obbligo di preavviso, quando si verifica una causa talmente grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto.
I casi riconosciuti dalla giurisprudenza includono:
- Mancato pagamento dello stipendio (anche di una sola mensilità, se reiterato)
- Mancato versamento dei contributi previdenziali
- Molestie o mobbing sul luogo di lavoro
- Trasferimento illegittimo senza ragioni tecniche, organizzative o produttive (art. 2103 C.C.)
- Demansionamento grave e ingiustificato
- Ambiente di lavoro lesivo della salute psicofisica
Conseguenze del mancato preavviso (senza giusta causa)
Se vi dimettete senza rispettare il preavviso e non sussiste una giusta causa, il datore di lavoro ha il diritto di trattenere un'indennità sostitutiva dalla vostra ultima busta paga.
Il calcolo è semplice: retribuzione lorda giornaliera × giorni di preavviso non lavorati.
L'esonero dal preavviso: chi paga?
Esiste un caso diverso: il datore di lavoro può decidere di esonerare il dipendente dal lavorare durante il preavviso. In questo caso, però, è l'azienda che deve pagare l'indennità sostitutiva al lavoratore — non il contrario.
L'esonero può anche essere consensuale: le due parti concordano di rinunciare al periodo di preavviso senza che nessuno debba pagare l'indennità. Questa soluzione richiede un accordo scritto.
Dimissioni e NASpI: attenzione
Le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), perché si tratta di una cessazione volontaria del rapporto di lavoro.
Eccezione importante: le dimissioni per giusta causa danno pieno diritto alla NASpI, così come le dimissioni durante il congedo parentale presentate entro il primo anno di vita del bambino.
Come presentare le dimissioni: procedura telematica 2026
Dal 2016, le dimissioni devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Ecco come procedere.
Step 1 — Accedete al portale. Collegatevi a servizi.lavoro.gov.it con SPID, CIE o CNS. In alternativa, potete utilizzare l'app mobile "Dimissioni Volontarie".
Step 2 — Compilate il modulo. Il sistema recupera automaticamente i dati del vostro rapporto di lavoro dalle Comunicazioni Obbligatorie. Dovrete indicare:
- La tipologia di dimissioni (volontarie o per giusta causa)
- La data di decorrenza (il giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro — usate il calcolo della sezione precedente)
- L'indirizzo PEC del datore di lavoro
Step 3 — Inviate e conservate la ricevuta. Il modulo viene trasmesso simultaneamente al datore di lavoro e all'Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Step 4 — Entro 7 giorni potete revocare. Avete 7 giorni di calendario dalla data di trasmissione per revocare le dimissioni attraverso la stessa procedura telematica. Dopo i 7 giorni, la revoca non è più possibile.
La data nel modulo e il calcolo del preavviso
La data di decorrenza da indicare nel modulo corrisponde al giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro. Non è la data in cui inviate il modulo.
Se indica una data errata, il datore di lavoro potrà segnalare l'errore nella comunicazione obbligatoria di cessazione.
Ferie e malattia durante il preavviso: cosa sospende il conteggio?
Un punto che genera molta confusione: non tutti gli eventi sospendono il preavviso allo stesso modo.
FAQ — Preavviso dimissioni: le domande più frequenti
Quanti giorni di preavviso servono per le dimissioni?
Dipende dal CCNL, dal livello di inquadramento e dall'anzianità di servizio. Si va da un minimo di 7 giorni (Metalmeccanici, livello D3, < 5 anni) fino a 6 mesi (Turismo, livello A/B, > 10 anni). Consultate le tabelle in questa guida o usate il calcolatore interattivo.
Il preavviso si calcola in giorni lavorativi o di calendario?
In giorni di calendario, compresi sabato, domenica e festivi, salvo diversa indicazione del CCNL. Questo significa che 15 giorni di preavviso equivalgono a circa 2 settimane lavorative.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Il datore di lavoro ha il diritto di trattenere un'indennità sostitutiva del preavviso dalla vostra ultima busta paga, calcolata sulla retribuzione lorda dei giorni non lavorati.
Posso dare le dimissioni senza preavviso?
Sì, in caso di giusta causa (art. 2119 C.C.): mancato pagamento dello stipendio, molestie, trasferimento illegittimo o altre violazioni gravi. In assenza di giusta causa, le dimissioni sono comunque valide ma subite una trattenuta economica.
Le ferie sospendono il preavviso?
No, salvo approvazione del datore di lavoro. Al contrario, la malattia, l'infortunio e la maternità/paternità sospendono il preavviso: la data di fine rapporto viene posticipata.




